2018_10_18 / del caminetto

Non credo di essere l’unico, ma credo di essere unico. A fare pensieri strani, a scrivere solo al telefono, a bere un po’ troppo una volta iniziato il bere.

Le giornate fuggono veloci e sembra sempre domenica, i sogni ballano leggeri, gli abitanti parlano.

A volte, senza preoccuparmi troppo dell’essere visto, cammino aprendo le braccia, canto, provo a volare sospinto dalla corrente delle metafore. Continua a leggere 2018_10_18 / del caminetto

2018_12_01 / del nulla

Ci sono momenti in cui l’umanità mi sembra semplicemente una ressa, la socialità divertente come una coda in autostrada. Ci sono settimane in cui ribollo come il pentolone di Panoramix, in cui lascio scappare i pensieri come lanterne cinesi, senza afferrarli, perdendoli per sempre e lì. Ci sono serate come questa, un freddo cane, in cui odio tutti come ladri di ossigeno tranne magari tu. O tu. 

Continua a leggere 2018_12_01 / del nulla

Cadaques

Non credo facesse freddo. Certo era inverno, ma l’alba appena nata e il cielo terso regalavano tiepide sensazioni. Il camion della nettezza urbana sbuffava, sferragliava, lampeggiava e loro, i netturbini, erano gli attori del mio teatro improvvisato. Un operaio, nascosto da una sciarpa, aveva appena abbandonato l’idea quotidiana di una rapina in banca e a piccole nuvolette proseguiva verso quella fabbrica che dicevano fosse anche sua. Mia moglie era occupata in quello che a me non riusciva, la mia sigaretta era appena finita. Mi alzai dalla sedia per svuotare il posacenere. La vecchia sedia a dondolo cigolò, come le articolazioni delle mie ginocchia assopite.

Ne devo comprare una nuova Continua a leggere Cadaques