2018_10_18 / del caminetto

Non credo di essere l’unico, ma credo di essere unico. A fare pensieri strani, a scrivere solo al telefono, a bere un po’ troppo una volta iniziato il bere.

Le giornate fuggono veloci e sembra sempre domenica, i sogni ballano leggeri, gli abitanti parlano.

A volte, senza preoccuparmi troppo dell’essere visto, cammino aprendo le braccia, canto, provo a volare sospinto dalla corrente delle metafore. Continua a leggere 2018_10_18 / del caminetto

2018_12_01 / del nulla

Ci sono momenti in cui l’umanità mi sembra semplicemente una ressa, la socialità divertente come una coda in autostrada. Ci sono settimane in cui ribollo come il pentolone di Panoramix, in cui lascio scappare i pensieri come lanterne cinesi, senza afferrarli, perdendoli per sempre e lì. Ci sono serate come questa, un freddo cane, in cui odio tutti come ladri di ossigeno tranne magari tu. O tu. 

Continua a leggere 2018_12_01 / del nulla

2019_03_18 / di Neverland

L’insegna della concessionaria mi guarda fissa e muta con i suoi iridi blu cobalto. Saremo faccia a faccia per le prossime 6 ore, telefono permettendo, come in una sfida infantile, dove perderà chi avrà distolto lo sguardo per primo. Io perderò sempre. Da qui leggo distintamente… “EDAUTO”, le altre lettere sono coperte dagli infissi della porta d’ingresso dell’edificio che mi contiene. Continua a leggere 2019_03_18 / di Neverland