Cadaques

Non credo facesse freddo. Certo era inverno, ma l’alba appena nata e il cielo terso regalavano tiepide sensazioni. Il camion della nettezza urbana sbuffava, sferragliava, lampeggiava e loro, i netturbini, erano gli attori del mio teatro. Un operaio nascosto da una sciarpa aveva abbandonato l’idea quotidiana di una rapina a una banca e a piccole nuvolette proseguiva verso quella fabbrica che dicevano fosse anche sua. Mia moglie era occupata in quello che a me non riusciva, la mia sigaretta era appena finita. Mi alzai dalla sedia per svuotare il posacenere. La vecchia sedia a dondolo cigolò come le articolazioni delle mie ginocchia assopite. Leggi tutto “Cadaques”

La sedia a dondolo

Ci sono momenti nella vita in cui si finisce a spostare la propria poltrona preferita.
La si piazza davanti alla finestra e può essere indifferentemente notte o giorno.
Dell’arrivo di quel momento nessuno avvisa e nessuno aspetta. Si finisce semplicemente soli.
Sopra una poltrona o una sedia a dondolo.
O una sedia. Leggi tutto “La sedia a dondolo”

300518

Ci sono cose che mi fanno imprecare, per esempio gli allestitori sadici della Coop che spostano i bicchierini di plastica per il caffè nel punto opposto del supermercato rispetto a dove li ho sempre trovati.
Ci sono necessità che mi perplimono, come il tempo di riflessione che si concede una donna davanti alla scelta tra due marche di fagioli borlotti (o erano ceci… boh!).
Ci sono idee che mi inseguono senza mai raggiungermi, dubbi che mi assalgono nel cuore della notte o su questo prato primaverile tra refoli di sudore, birra calda e lattee scollature.

In che lingua pensa Dio? Babbo Natale non va in Africa perché non ci sono i camini? Perché da bambino pensavo che lo sarei stato per sempre? Come si torna indietro?

Alice

L’inverno di inizio secolo fu il più freddo della sua vita.
Alice aveva le guance arrossate dal freddo e l’alito caldo di tre piani di scale affrontati con una borsa della spesa e una confezione di bottiglie di acqua minerale.
Aveva da poco compiuto diciannove anni e non sapeva ancora se sentirsi donna o bambina.
Alice entrò nella casa vuota e trovò il caldo di un termosifone a scaldare il tepore giallo tiepido del muro dell’ingresso.
Appoggiò la spesa in cucina, nell’angolo, tra il forno e il frigorifero con i post it attaccati.
Alice abbandonò le mani su i tubi di metallo verniciati di bianco appena dietro la porta. Scorreva acqua bollente e il calore attraversò il corpo fino alle punte dei piedi. Non sghiacciò l’incertezza immatura, non calmò l’inquietudine latente di chi ha compiuto una scelta radicale ma rimane sempre con il dubbio dell’opposto.
Alice si sentiva sola. Come la sua cicatrice. Leggi tutto “Alice”

Gli abitanti di Saturno

Era la notte di San Valentino. La coltre di silenzio lacerata da urla apuntuali come i rintocchi di un cu’ cu’ sballato, il buio segnalato dalle luci di emergenza come la pista di un aeroporto abbandonato. Una risata lontana era l’eco di una dimensione parallela. Il Signore col bastone, sciolto in una pace artificiosa, dormiva vestito. Senza coperte. A cinque metri da me. Scarpe nere con tacco, pantaloni neri, impermeabile nero. Mani incrociate sul petto. I guanti di cotone bianco galleggiavano sul suo petto oceanico, seguendo la corrente del respiro, come una boa di segnalazione. Attenzione, qui sotto, c’è un cuore. Leggi tutto “Gli abitanti di Saturno”

290518

Ho smesso di fumare paglie il giorno in cui Di Maio ha chiesto
l’impeachment di Mattarella. Ho preso tutto, sigarette, posacenere ed accendino ed ho buttato via. Sarebbero arrivati tempi duri e l’unica cosa che potevo fare era preservare soldi e salute prima di non avere più nulla.
Dalla furia distruttiva seguita alle bugie del falso da Pomigliano ne avevo salvato un’ultima. Leggi tutto “290518”