040618

Al contrario di qualche giorno passato, in cui mi ero prefissato di arrivare in ufficio un po’ prima ed ero semplicemente riuscito, tra varie peripezie, ad ottenere la marcatura peggiore di sempre, oggi non mi ero prefissato proprio un bel niente e sono arrivato talmente presto che ho concluso una partita a scacchi con la donna delle pulizie prima di timbrare il traguardo. Pure concedendo il bianco.

Ho pensato che questo stia a significare che dentro di noi lo sappiamo già dove dobbiamo andare. Cosa vorremo dire. Cosa vogliamo fare, baciare, lettera o testamento. Ho pensato che questo stia a significare che dovremmo fidarci un po’ più spesso di noi. Senza mentire. Lasciandoci andare.

Di questo volevo scrivere.  Leggi tutto “040618”

Estate

Di fianco a casa dei miei genitori c’è un parco privato che ha fatto da ring all’infanzia di tanti imolesi. Nonostante la sorveglianza del temuto giardiniere Monduzzi arrivavano ragazzi anche da “fuori”, da oltre il confine del quartiere, ed erano tutti accolti da noi Bambini Possessori della Chiave con orgoglio ed entusiasmo. Quelle richieste di “ospitalità” donavano lustro al nostro regno e permettevano sfide 8 contro 8 in quei 70 metri polverosi con le porte bianche senza rete a tutte le ore del giorno. Significava che da noi si stava bene ed in fondo… c’era posto per tutti.

Leggi tutto “Estate”

Il compleanno del nonno

Oggi è il compleanno del nonno, ne avrebbe compiuti 98 ma non ricordo a che numero si sia fermato. L’ultima immagine che ho di lui, perché i morti io non li guardo, è una porta socchiusa, la badante ai piedi del letto, il nonno che continua a fare il segno della croce anche se fino a quel momento mai l’avevo sentito parlare di Dio o cercare Altrove. Ho guardato per poco, lo confesso, bloccato sulla soglia della sua stanza, incapace del mio solito saluto e scappato giù per le scale piangendo. Per la Sua paura, per quella dannata consapevolezza che tutto ciò che lui avesse amato finora, la vita, stesse per finire. Leggi tutto “Il compleanno del nonno”

The Truman Show

Loro escono con il caldo. Meglio, loro sono il Caldo. Loro sono il giubbino, quello leggero, sono le margherite fuori stagione. Ne ho avuto la certezza ieri, dopo un mese di preoccupazione durante il quale continuavo a chiedermi “dove saranno finiti”. Certo, ci sono crucci più stringenti del volersi accertare che due sconosciuti stiano ancora insieme, al contrario sono già conscio di non poter fare più a meno di loro. È stato bello, quindi, rivederli ieri. Leggi tutto “The Truman Show”

Francesismi

Tra le tappe più importanti lungo la formazione del mio pensiero c’è un episodio liceale che conservo sempre a memento. Durante l’ora di francese uno dei compagni dell’ultima fila, ripreso dal docente per aver tradotto “questa rosa qui” con “stà ròs quà”, replicò alla critica che veniva mossa lui:

“Sì, vabbè, ma se mi si fora la ruota del motorino… cosa me ne faccio del suo francese?”

Dall’altre file scoppiarono risate fragorose, dal mio banco partì un ghigno di superiorità, la professoressa si accese una Diana 100’s, lacrimò un paio di gocce dall’oeil gauche e intimò di aprire il manuale per iniziare la lettura ad alta voce, da pagina uno. Non l’aveva mai fatto prima e il manuale non ce l’aveva nessuno. Così come nessuno rispose (o lesse). Leggi tutto “Francesismi”

Corrispondenze

“Ero anch’io un padre, ma non volevo quel ruolo. Volevo tornare indietro nel tempo, quand’ero piccolo e mio padre girava per casa, forte e rumoroso. Fanculo la paternità. Non ci ero tagliato. Ero nato per fare il figlio”

— Vedi, alcune letture mi turbano

— Guarda, ci sono momenti che pagherei oro per sentirmi turbato, io di turbamento mi drogo. Il turbamento è moto, una grande ricchezza. Ciò che turba di più non è la lettura ma capire sè stessi attraverso le parole di altri, parole che magari avevamo pensato, o intuito, ma che non avevamo mai avuto il coraggio di confessarci. (Cercavo un cuore ma non l’ho trovato – si vede che è da molto che non lo uso) Leggi tutto “Corrispondenze”

De Andrè – Principe Libero

Ho aspettato un film su De André in religioso silenzio per circa 20 anni, così che ora non sono nemmeno in grado di giudicarlo. Lui è molto bravo e io ho pianto per 200 minuti, titoli di coda compresi. Avevo atteso un modo per illudermi di vederlo o di ascoltarlo o di applaudirlo dal giorno in cui il maestro della seconda elementare propose alla classe “La guerra di Piero”. Leggi tutto “De Andrè – Principe Libero”

310518

Non credo di essere l’unico, ma credo di essere unico. A fare pensieri strani, a scrivere solo al telefono, a bere un po’ troppo una volta iniziato il bere.

Le giornate fuggono veloci e sembra sempre domenica, i sogni ballano leggeri, gli abitanti parlano.

A volte, senza preoccuparmi troppo dell’essere visto, cammino aprendo le braccia, canto, provo a volare sospinto dalla corrente delle metafore. La vita sembra leggera quando sistemo i perché. Quando colloco l’amore.
Fiumi di parole, versi, romanzi, film, luoghi comuni, aforismi, lacrime; per un solo argomento. Leggi tutto “310518”

Borderline

Di lei dicevano tutti la stessa cosa:

“Le piace giocare”

La notai una sera mentre cercavo un ciottolo su cui sedere senza venire calpestato, la vidi osservare e rimasi con il dubbio se stesse sorridendo a me o semplicemente fissando, con costanza e poco pudore, un coglione sbadato alle mie spalle. L’ipotesi di poter essere, per una volta, nel posto giusto al momento giusto, non mi sfiorò un secondo. Leggi tutto “Borderline”