2018_12_01 / del nulla

Ci sono momenti in cui l’umanità mi sembra semplicemente una ressa, la socialità divertente come una coda in autostrada. Ci sono settimane in cui ribollo come il pentolone di Panoramix, in cui lascio scappare i pensieri come lanterne cinesi, senza afferrarli, perdendoli per sempre e lì. Ci sono serate come questa, un freddo cane, in cui odio tutti come ladri di ossigeno tranne magari tu. O tu. 

E allora non importano i rumori o chi guarda o se non ci vedremo mai più. Non importa se la massa incastata calpesta ancora con il piede la cicca dei miei errori. Non importa la sveglia alle 5, le mansioni noiose, il mio cervello iposfruttato o la loro mediocrità ipercompensata. Non importa un cazzo, quello che importa sei tu.

La vita è una cosa che non abbiamo scelto, un miglio verde da percorrere stretti alle cinque dita di un’altra mano. La vita è qualcosa che l’uomo non merita ma quattro braccia incastrate sotto le coperte sì.

Gionni è qui di fianco e fa le fusa, un tamarro accelera, il locale sotto casa passa l’ultimo pezzo. Io penso a Frankie Hi Nrg e che non l’hanno passato mai, ai Kansas City Chiefs, all’ultimo film visto in tv. È passato molto tempo, forse un anno, magari tre. Non lo ricordo più.

Non ho paura più grande del non ricordare. O di non essere ricordato.