290718

Anche questo sabato mi sono dimenticato di puntare la sveglia. Ho il turno alle 6:30 e se Gionni non avesse iniziato a scavare nella lettiera come a costruire il tunnel del Frejus non so se mi sarei svegliato. L’uomo mi attende sotto casa dentro la Matiz nera. E’ già caldo. Alle 10:30 il ricevimento merci è un forno ma l’ufficio è ghiacciato, l’aria condizionata mi sbatte dietro il coppino e sulle braccia ho peli dritti come un gatto spaventato. Per andare a fumare l’escursione termica ricorda la notte e il giorno nel deserto del Sahara. Poco lontano due camion parcheggiati, potranno entrare solo lunedì mattina. Intorno solo grigio asfalto, potrei essere qui come sulla Luna. Il silenzio è rotto dal ritornello di Milano-Bangkok che esce dal telefono dell’uomo. E’ la moglie, programmano una gita a Venezia per l’indomani. Lei non c’è mai stata. E’ il terzo turno che facciamo insieme ed ogni volta è come se ci volessimo meglio. Non ci sarà il quarto. Dalla prossima settimana sarò da solo. Ora parliamo di calcio, del nostro capo, dei soldi che non abbiamo. Guardiamo Narcos, che di soldi ce ne sono tanti. Capisco come si cambia quando si diventa padri.