Chiedi chi erano Beatles

Non è esistita, e non esisterà più, un’altra rivalità come quella che ha caratterizzato Bologna alla fine di un secolo che si apprestava ad aprire la strada verso un nuovo millennio. Era il 1998, era la finale scudetto, era lo scontro magnetico degli opposti, Virtus e Fortitudo, che confermava sotto i nostri occhi la veridicità della tettonica a zolle. Da quello scontro nacque Basket City, il palazzetto dello sport, appoggiato su un’acropoli di pianura, divenne cuore, piazza e tempio di tutta la comunità.

I giovani trovavano sfogo alla loro voglia di disobbedienza schierandosi contro i propri padri, le donne si appassionavano allo sport per non essere dimenticate, gli amici diventano nemici. Ogni volta che riavvolgo il nastro è come tornare e viverlo. Nel domandare retorico, oggi, senza le polemiche che furono – ma era fallo? – un amico risponde con la teoria del “piano più vasto”, “del destino già scritto”. Credo che abbia ragione.Noi fortitudini, già sapevamo. Voi virtussini, già sapevate. Il destino aveva scritto il copione, e tutti, attori, protagonisti, comparse, eroi e antieroi abbiamo recitato alla grande. Ora, nel rivedere Ettore e Achille abbracciarsi e sorridere su Instagram, capelli bianchi il primo, uguale a se stesso il secondo, penso ad Atlantide sommersa per rimanere intatta e non diventare macerie, a quanto mi sono divertito, a quanto ero giovane. Penso a come potrò, il giorno che mi rapiranno, spiegare all’extra terrestre che mi chiederà della vita, la leggenda del tiro da quattro e il perché non mi importa sapere se è entrata.

(Bologna, Pianeta Terra, qualche mese prima della maggiore età)