De Andrè – Principe Libero

Ho aspettato un film su De André in religioso silenzio per circa 20 anni, così che ora non sono nemmeno in grado di giudicarlo. Lui è molto bravo e io ho pianto per 200 minuti, titoli di coda compresi. Avevo atteso un modo per illudermi di vederlo o di ascoltarlo o di applaudirlo dal giorno in cui il maestro della seconda elementare propose alla classe “La guerra di Piero”. Io piansi anche allora, forse non 200 minuti ma almeno fino all’intervallo. Attendo, da qualche parte e in qualche tempo, di assistere prima o poi ad un suo concerto. Di Fabrizio porto il nome, il credo politico e l’enorme empatia con gli ultimi, a cui però appartengo. Come Fabrizio ho almeno un paio di dannate dipendenze e qualche demone malcelato. Al pari di Fabrizio ho lo stesso numero di esami mancanti in Giurisprudenza, sei, e un lavoro che nulla c’azzecca. A Fabrizio invidio la capacità di creare versi esatti, una Genova pullulante persone straordinarie, l’incredibile impresa riuscita di poter vivere oltre la morte. Di Fabrizio è il mio primo e unico Lp. Se non ci fosse stato Fabrizio non sarei questo Fabrizio.

“Mamma ho paura della puntura, non voglio fare il baccino… Stefano me ne ha dato uno prima e credo che conti lo stesso”
“Non un bacino… il vaccino! Dai ometto che non succede niente…”
“Io ho paura!”
“Se fai il vaccino ti meriti un premio… che cosa vuoi? Un libro? La maschera da sub?”
“Un disco!”
“Fammi indovinare… quello della Tv? Come si chiama… Fivelandia5? David Gnomo? Gli Snorkies?”
“Tutti morimmo a stento”

 

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