011018

Non amo particolarmente l’automobile, ho sempre pensato che un giorno qualcuno invaderà la mia corsia… e io resterò lì. Semplicemente. Per questo non ascolto quasi mai la radio, non sono quasi mai in macchina e sono quindi ignorante sulle ultime hits. Oggi però volevo provare un sapore in più e ci ho sforzato Lattemiele, la radio perfetta per chi non fa mai colazione. In un semplice tragitto casa-lavoro ho canticchiato vergognosamente “mi manchi in carne ed ossa” Leggi tutto “011018”

160918

Oggi mi sono svegliato con un mal di testa che martellava come il trapano di un dentista. Con un male di vivere che nemmeno Baudelaire, Camus e Leopardi messi insieme. Verso le 19 ho sceso un Oki con un Gin Tonic, forse la più grande trasgressione da mesi a questa parte. Forse è per questo che ora riesco a scrivere dopo troppo tempo. 

Dalla canta Caruso, una fottuta motocicletta romba egoista – incurante di tutti gli altri – Gionni dorme dietro al Mac e non è proprio una novità. 

Anna come sono tante, Anna permalosa. 

Ora chiudo gli occhi e rivedo quella dannata luce rossa. Da piccolo era il mio colore preferito, forse lo è ancora anche se non lo indosserei mai. La luce rossa è sulla destra e io passo ai sessanta.  Leggi tutto “160918”

050818

Spotify parla con la voce di Curreri – coi dadi si stan giocando le stelle – la domenica mattina sembra un’entità distante, un placido momento per rifiatare dopo lo stress di tutta una settimana. Che non è mai lunga ma nemmeno breve. Ho l’impressione che faccia un po’ più fresco ma forse mi illudo. Sono in piedi dalle 5 e ora che la giornata è iniziata rimpiango il silenzio dell’alba. Cerco il passato con i ricordi ma non lo trovo più. Sembra non appartenermi, venduto in saldo ad un feticista macabro. Stabilità, è l’unica parola che mi viene in mente. Leggi tutto “050818”

010818

La Cinese dall’altra parte del telefono continua ad insistere. E’ già la quarta volta che chiama nell’arco di un paio d’ore. Con calma britannica in perfetto anglo-romagnolo le ripeto per l’ennesima volta che Lui non è in sede, “write him an email”. Niente. “Can i speak with Lui?” “A tò det ed no!” Provo con il dialetto, che in Cina sono miliardi. Leggi tutto “010818”

300718

La porta del mio palazzo apre su un attraversamento pedonale. Ogni mattina sono lì, in attesa di attraversare, con le macchine che sfrecciano come se fossi trasparente. “Grazie”, “grazie”, “grazie”. “Guardate che starebbe a me, vi dovreste fermare”.  Muovo solo il labiale e con gli occhi sorrido sarcastico cercando di incrociare lo sguardo di tutti gli automobilisti maleducati. Leggi tutto “300718”

290718

Anche questo sabato mi sono dimenticato di puntare la sveglia. Ho il turno alle 6:30 e se Gionni non avesse iniziato a scavare nella lettiera come a costruire il tunnel del Frejus non so se mi sarei svegliato. L’uomo mi attende sotto casa dentro la Matiz nera. E’ già caldo. Alle 10:30 il ricevimento merci è un forno ma l’ufficio è ghiacciato, l’aria condizionata mi sbatte dietro il coppino e sulle braccia ho peli dritti come un gatto spaventato. Leggi tutto “290718”

260718

Oggi mi sono alzato alle 6, credo di essermi addormentato ben prima di mezzanotte. Fuori c’è rumore di mercato in allestimento, il parcheggio è già pieno. Il solito camion smaltisce la sua spazzatura perché il cassonetto è uno dei pochi che non chiede la tessera, la pasticceria ha riaperto dopo la chiusura per restyling e la gente è tornata ad accorrere come in astinenza da cannolo. Oggi ho due ore di lezione privata da tenere, poi 4 ore in azienda. Leggi tutto “260718”

240718

Questa mattina mentre uscivo a comprare gli ingredienti per la carbonara mi sono accorto che stavo portando l’infradito destra infilata nel piede sinistro e viceversa. Al primo gradino ho incontrato qualche difficoltà. E’ venuta buona, anche se il guanciale ancora non mi convince, sa troppo di porco. Assicuratomi che Gionni il gatto non mi stesso guardando ho messo pure una goccia di panna. Leggi tutto “240718”

Chiedi chi erano Beatles

Non è esistita, e non esisterà più, un’altra rivalità come quella che ha caratterizzato Bologna alla fine di un secolo che si apprestava ad aprire la strada verso un nuovo millennio. Era il 1998, era la finale scudetto, era lo scontro magnetico degli opposti, Virtus e Fortitudo, che confermava sotto i nostri occhi la veridicità della tettonica a zolle. Da quello scontro nacque Basket City, il palazzetto dello sport, appoggiato su un’acropoli di pianura, divenne cuore, piazza e tempio di tutta la comunità.

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